Presentazione

Mi chiamo Francesco Brusa, sono un giovane artista italiano, profondamente appassionato e affascinato dal mondo della ceramica.

Vivo a pochi minuti dal Lago di Como, in un tranquillo paese al confine tra prati e boschi, a nord di Milano. Mi sono diplomato in Scienze Umane, ho iniziato a lavorare sin da giovanissimo, fino a quando – quasi per caso – ho incontrato la ceramica: un incontro che si è rivelato trasformativo.

Da oltre dieci anni sono anche un arrampicatore. La ceramica e l’arrampicata convivono in un equilibrio curioso: combatto ogni giorno con ciò che ogni ceramista teme – mani ruvide e pelle segnata – ma entrambi i mondi mi insegnano la stessa cosa: ascolto, pazienza e connessione con la materia.

Infine sono un viaggiatore instancabile: spesso in solitaria, altre volte in compagnia, ma sempre con uno zaino pesante sulle spalle e la voglia di esplorare. Ogni viaggio mi arricchisce, ogni incontro mi ispira, ogni luogo lascia un’impronta nei miei lavori.

Vivo e scopro il mondo della ceramica con spirito di ricerca, lasciandomi guidare da intuizioni e ispirazioni che si traducono in forme geometriche, proporzioni armoniche e uno stile in costante evoluzione. Le mie produzioni comprendono oggetti dalle funzionalità diverse: dai vasi ornamentali o d’uso quotidiano alle stoviglie artigianali, fino a piccole opere concettuali che esplorano il confine tra funzione e pensiero. Ogni pezzo è il risultato di un processo lento, riflessivo e profondamente personale.

La scoperta

Il mio avvicinamento al mondo della ceramica è nato da un incontro, in un periodo particolare della mia vita, durante una permanenza all’estero in Polonia. Ho scoperto un’arte capace non solo di affascinarmi, ma di trasformare radicalmente – e salvare – la qualità della mia esistenza.

Dopo i primi esperimenti, mi sono immerso completamente nello studio della ceramica: ho iniziato a leggere, documentarmi, osservare e apprendere da ogni fonte possibile. In questo percorso, ho avuto il privilegio di incontrare Michał Majchrowicz (shadowland.com.pl), artista polacco di grande sensibilità e talento, nella splendida città di Gdańsk. Da allora, la pratica quotidiana è diventata per me un rituale, un esercizio di pazienza, dedizione e ascolto, per tentare di padroneggiare – con umiltà – un’arte senza tempo.

Il progetto

Tutto nasce dall’incontro tra la tradizione millenaria della ceramica e una delle idee filosofiche che più mi hanno appassionano durante i miei studi: il mito del Demiurgo nel Timeo di Platone.

Nel dialogo platonico il Demiurgo è l’artefice del cosmo, una figura benevola che, contemplando le Idee – eterne e perfette –, plasma il mondo sensibile conferendogli ordine e armonia.

La materia prima con cui opera non è neutra: chiamata Chōra, definisce uno “spazio ricettivo”, caotico e instabile, che accoglie la forma senza mai esaurirsi in essa. È in questo spazio intermedio che prende vita la creazione, dove il pensiero si fa forma e la forma ritorna pensiero.

La ceramica, per me, è esattamente questo: un gesto demiurgico che traduce l’invisibile nel tangibile, l’Idea nella terra.

Ogni creazione è unica, irripetibile, modellata a mano con attenzione e rispetto per i tempi naturali della materia. Acquistare uno di questi oggetti significa portare con sé non solo un manufatto, ma una visione, una storia, un pensiero.